Rebecca Moccia
Anche noi (Nostalgia Radicale)
a cura di Giulia Pollicita
Rebecca Moccia, Ancestors Syndrome, 2025. Fusione in alluminio patinata, Dimensioni variabili. Courtesy l'Artista e Mazzoleni London-Torino. Ph Danilo Donzelli
"A Cusano Mutri ho voluto esplorare la nostalgia nelle sue potenzialità critiche e affettive: uno strumento per rileggere ciò che è andato perduto, riattivare memorie collettive e immaginare futuri non allineati."
Anche noi (Nostalgia Radicale) dal detto cusanese “Se tutto va bene, diventeremo vecchi anche noi”, è un progetto site specific di Rebecca Moccia che interroga le potenzialità nascoste o inespresse del sentimento della nostalgia. La mostra si svolge tra la nuova sede del Comune e della Biblioteca, luoghi chiave dell’organizzazione civile e sociale di Cusano Mutri. Esplorando questo diffuso stato emotivo, strumentalizzato o stigmatizzato, Moccia coinvolge læ abitanti attraverso la raccolta e il display di materiali biografici e collettivi, evocando in forma scultorea e installativa queste riflessioni. Le opere attivano processi che mettono l’accento sulla nostalgia per immaginare futuri non allineati, spazi alternativi di incontro, e comunità. La nostalgia radicale di Rebecca Moccia offre occasioni di ribellione rispetto al modello di progresso moderno, motore di processi di spopolamento dei piccoli borghi, del terrore quotidiano della perdita di lavoro, della casa o dell’ecosistema stesso.
Si ringraziano: Lucia Franco, Carmela Iassogna, Patrizia Prece, Vittorio Maturo, il Sindaco Pietro Crocco, Stefano Colonna, Davide D’Amico, Annalaura Capodicasa, Sergio Pollicita, Francesca Rossi, tutte le persone che hanno contribuito, partecipato e offerto sostegno al progetto.
Rebecca Moccia (Napoli, 1992) è un’artista transdisciplinare il cui lavoro combina immagini in movimento, fotografia, suono ed elementi scultorei ed effimeri. Le sue installazioni nascono da una ricerca situata che spesso include pratiche collettive e workshop. Nel 2024 ha rappresentato il Padiglione Italia alla 15ª Biennale di Gwangju in Corea del Sud. Attualmente è dottoranda in Visual Arts presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli e ha ricevuto il grant per la ricerca internazionale Italian Council X. E’ co-fondatrice di AWI – Art Workers Italia.

Giulia Pollicita (Palermo, 1996) è una ricercatrice e curatrice che vive e lavora a Napoli. Dal 2022 collabora come curatrice con la Fondazione Morra Greco di Napoli. Tra il 2022 e il 2025 è stata assistente curatrice di Pierre Bal-Blanc e di Salvatore Lacagnina. Attualmente è dottoranda presso la University of the Arts London (UAL). Ha curato mostre presso gallerie commerciali quali Des Bains (Londra) e Richard Saltoun (Roma). Scrive e pubblica per diverse riviste, tra cui Flash Art, NERO e Artforum. Per Una Boccata d’Arte ha curato per la Sicilia il progetto di Isaac Chong Wai (2022) e per la Campania i progetti di Serena Vestrucci (2023), Andrea Martinucci (2024) e Tild Greene (2025).
Cusano Mutri, in provincia di Benevento, si trova sul versante sud del Parco Regionale del Matese, al confine tra Campania e Molise. Inserito in un paesaggio montano segnato da faggeti, castagneti e dalla spettacolare Gola di Lavello, il borgo conserva intatta la fisionomia del centro medievale, con strade strette e tortuose, case antiche in pietra e campanili che emergono nel tessuto urbano. Situato in un’area storicamente legata all’antico Sannio Pentro, Cusano Mutri si distingue per il forte legame che la comunità continua a coltivare con la terra, le tradizioni secolari e una dimensione collettiva ancora viva, scegliendo di abitare e custodire il borgo nel presente. La sua identità si esprime nell’intreccio tra paesaggio, storia locale, pratiche rurali, feste popolari, musica e cultura gastronomica.

