Cellino Attanasio (TE)

Alice Minervini

Cummar a fiure

a cura di Andrea Croce e MariaTeresa Daniele

Alice Minervini, Comizi d’Emigrazione II, 2025. Libro d’artista, lettere cucite a mano, ed. limitata 100 copie. Courtesy dell'artista

"Cummar a fiure è una festa reinventata che attraversa corpi, bambole e racconti, mettendo in scena sorellanze e affetti tra ironia, autofiction e un’estetica dichiaratamente pacchiana."

Quella delle Cummar a fiure è un’antica usanza popolare diffusa in alcune zone rurali dell’Abruzzo, oggi non più praticata. Celebrata durante il solstizio d’estate, rappresentava un momento simbolico in cui si suggellava un'amicizia profonda scambiandosi un ramajette (mazzolino di fiori), per sancire patti di alleanza e mutuo supporto, con l’impegno di mantenere un legame di sorellanza.
Seguendo lo spirito conviviale di Cellino Attanasio, il progetto di Alice Minervini prende forma attraverso passaparola, memoria orale e gossip: la festa diventa lo spazio utile per reinventare rituali condivisi.
Cummar a fiure mette in scena pratiche femminili marginalizzate, trasformando folklore, ironia e una dichiarata pacchianeria in un rito poetico. Al centro, la bambola come doppio simbolico, ispirata alle “pupe” abruzzesi e alla cultura pop.
Dopo il momento performativo dell’inaugurazione, l’installazione si diffonde nello spazio pubblico attraverso un percorso tra festoni decorativi e bambole. Le opere saranno riattivate durante il periodo estivo attraverso una serie di eventi. 

Si ringraziano: Sindaco Giuseppe Del Papa, Assessora alla Cultura Luisana Ferretti, Consigliera con Delega alla Cultura Amalia Temperini, l’amministrazione comunale, i consiglieri, gli uffici e gli operai comunali, Pro Loco, ITACA, Cul.Tur.A’, LND, AVIS, ANA, Protezione Civile, Croce Bianca, la famiglia Tacconelli, Andrea Minervini, Tiziana Scota, Damien Ajavon, Oleksandra Horobets, Arianna Iodice.

Artista
Alice Minervini

Alice Minervini (Firenze, 1997), in arte pakkiana, è un’artista e ricercatrice che esplora le intersezioni tra autofiction, estetiche camp, fashion folklore e sentimentalismo come strumenti per immaginare futuri altri. Si è laureata in Visual Cultures presso la Goldsmiths University di Londra ed è attualmente dottoranda all’Accademia di Belle Arti di Torino con il progetto Per una genealogia affettiva del camp nostrano. Ha cofondato il festival Two Hours Ago I Fell in Love, volto a decostruire i retaggi fascisti nell’immaginario contemporaneo di amore, sesso e identità di genere. Ha pubblicato fanzine e libri d’artista, tra cui Comizi d’Emigrazione, e ha presentato la propria ricerca in contesti internazionali come Shmorèvaz, Parigi (FR, 2023); NYU Casa Italiana, New York (USA, 2024); Dos Mares, Marsiglia (FR, 2026).

Curatori
Andrea Croce e MariaTeresa Daniele

Andrea Croce è artista, producer e ricercatore, formato in Moda e Arti Visive allo Iuav di Venezia. Indaga l’oggetto performativo come dispositivo critico e le relazioni come pratica artistica e politica. È fondatore di Unpae e svolge attività didattica intervenendo in accademie e istituzioni. Per Una Boccata d’Arte in Abruzzo ha curato progetti dal 2021 al 2025. 
MariaTeresa Daniele è designer e ricercatrice, formata in Moda e Arti Visive allo Iuav di Venezia. Ha conseguito un Master in Street Culture con una tesi su cura e interdipendenza nei processi creativi di design e arte. Lavora tra ricerca, art direction e produzione, collaborando con realtà culturali e artistə; fa parte dei team di Fondazione Studio Rizoma e Almanac.

Borgo
Cellino Attanasio (TE)

Cellino Attanasio sorge tra le valli dei fiumi Vomano e Piomba, in un paesaggio collinare segnato da calanchi, coltivi storici e una forte biodiversità concentrata in un’area circoscritta. Affacciato sulle colline della provincia di Teramo, il borgo gode di un panorama che si estende dalle montagne fino alla costa adriatica. Il centro storico conserva la cinta muraria e i torrioni dei duchi Acquaviva d’Aragona; in uno di questi ha sede l’Antiquarium Comunale, dedicato alla memoria archeologica del territorio. Sotto le strade si sviluppa inoltre una trama di grotte, neviere e cunicoli che restituisce l’antico assetto del sottosuolo. L’identità del borgo si esprime nell’intreccio tra storia, arte, saperi rurali e tradizioni gastronomiche.