Aterraterra (Fabio Aranzulla e Luca Cinquemani)
Forenza multispecie
a cura di Roberta Mansueto
Aterraterra (Fabio Aranzulla e Luca Cinquemani), Foodscapes 5, 2024. Food Performance, parte del public program di How like a leaf I am, mostra di Alexandra Baumgartner a cura di Amelie Schüle, Photoforum Pasquart, Biel-Bienne. Courtesy degli artisti e Photoforum Pasquart. Ph Daria Somoylova
"Abbiamo immaginato Forenza come una superficie metabolica multispecie, una rete di forme di vita già esistenti spesso invisibili e indesiderate, per attivare una domanda: possiamo passare dalla rimozione dell’indesiderato al riconoscimento e alla cura, come nuova prospettiva comunitaria?"
Con una dichiarazione d’intenti, Forenza accoglie la sua comunità multispecie.
Osservando le sentine, le fontane sorgive e gli antichi palmenti scavati nella calcarenite, si possono individuare forme di vita poco visibili per l’uomo, ma fondamentali per l’equilibrio ambientale.
Il percorso creato dagli artisti nel borgo valorizza questo ecosistema attraverso cinque sculture, micro-habitat in argilla stampata 3D, progettati per favorire la crescita spontanea di cianobatteri, muschi, alghe e licheni. Non semplici sculture porose, le opere sono vere e proprie forme tecnologiche orientate a favorire processi spontanei di crescita biologica, restituendo visibilità a ciò che comunemente rimane inosservato o ritenuto indesiderato.
Distribuite nel borgo, si presentano come nodi nel paesaggio e creano così una rete diffusa che rileva la complessità della dimensione more-than-human (più che umano): il paese è una superficie multispecie che riconosce gli organismi e i metabolismi viventi.
Il sito forenzamultispecie.eu documenta osservazioni e registrazioni lungo tutta l’edizione di Una Boccata d'Arte.
Si ringraziano: l’Amministrazione comunale di Forenza, il Sindaco Francesco Mastrandrea, Assessore alle Politiche giovanili e alle Pari opportunità Alessandra Brienza, Pro Loco e Servizio Civile Universale Forenza, Agriturismo Masseria Brienza, Associazione Donne Forenza, Unitre, Né Arte Né Parte, aPERTAmentE Aps.

Aterraterra è un duo composto da Fabio Aranzulla (Karlsruhe, Germania, 1991) e Luca Cinquemani (Agrigento, 1979). Il duo ha studiato all’Accademia di Belle Arti di Lipsia e conseguito un dottorato in Studi Culturali Europei tra Palermo e Düsseldorf. La loro pratica interseca arte, ecologia e scienza e indaga, attraverso installazioni e altri linguaggi, le forme di disciplina e di antropocentrismo nel rapporto con le piante e le altre forme di vita non umane. Analizza, inoltre, le trasformazioni ecologiche determinate dai cambiamenti climatici. Tra i progetti recenti, la mostra Postvarietal Communities al Museo Civico di Castelbuono e la residenza ospitata dal MODEM di Debrecen, Ungheria.

Roberta Mansueto è curatrice indipendente e attivista nella conservazione della biodiversità vegetale. Ha cofondato Tile project space (2014–2019) a Milano, e ideato diversi progetti indipendendi come takecare e Orto Fertile, che lavorano a cavallo tra ricerca performativa, editoria indipendente e custodia di saperi etnobotanici. Dal 2020 è cofondatrice di Salgemma, redazione indipendente e piattaforma di progetti curatoriali in Puglia, che promuove e valorizza la ricerca artistica e culturale del territorio. Per Una Boccata d'Arte in Basilicata, ha curato i progetti di Hanne Lippard a Grottole (2022), Arianna Pace a Rivello (2023), Giulio Locatelli a Sasso di Castalda (2024), Vaste Programme a Miglionico (2025).

Forenza, in provincia di Potenza, sorge a 836 s.l.m nel cuore del Vulture e si affaccia sulla valle del Bradano. Il borgo è noto per i suoi ampi panorami, che spaziano dal Monte Vulture al Tavoliere fino al Gargano. Circondata da boschi, campi di cereali, uliveti e vigneti, Forenza conserva nel centro storico un fitto intreccio di strade, case in pietra e antiche chiese che raccontano le sue origini medievali, oggi affiancate da interventi di street art e fotografie storiche diffuse nel tessuto urbano. La storia del paese intreccia il passato cavalleresco con il mito dei Templari. Secondo alcune fonti, con l’arrivo dei Normanni nel Sud Italia Forenza divenne feudo del casato dei Pagani, famiglia a cui sarebbe appartenuto il leggendario Hugues de Payns, riconosciuto da molti studiosi come fondatore e primo Maestro dell’Ordine dei Templari.

