Lara Dâmaso
O fluxo che unisce não se attraversa
a cura di Gabriele Tosi con Threes Productions
Lara Dâmaso, Exercise in Facelessness (Public), 2025. Performance (15 min), microfono con cuffia, due luci da 1800 watt, fondale fotografico bianco, due riflettori su stativi, altoparlanti stereo. Courtesy dell'artista. Ph Paola Lesslhumer
"Quando il fiume in piena spezza il ponte pensato per attraversarlo, possiamo lasciare che il suo stesso fluire diventi il legame tra le due rive."
Il 2 novembre 2023 una piena del Senio distrusse uno dei ponti di Palazzuolo. Da questo evento prende avvio il progetto di Lara Dâmaso, dedicato alla volontà di “legarsi”. Due sculture si collocano sulle rive opposte del fiume, in punti riparati che evocano la prossimità di un corpo. Le opere richiamano una qualità storica del luogo, capace di accogliere e farsi attraversare da culture differenti e accogliere pluralità. Le forme riprendono l’andamento delle strade del paese, trasformando i passaggi in canali sonori.
Le sculture funzionano come parti di un’unica composizione, separate dal fiume che scorre tra loro, intrecciando la voce dell’artista e i suoni del territorio. Realizzate in Portogallo, introducono nel borgo una presenza ceramica altra, che si innesta in una storia segnata da stratificazioni e scambi tra Toscana e Romagna. Presso il ponte crollato, un cartello custodisce il nucleo poetico del progetto, sospeso tra la piena e la “notizia” della sua ricostruzione.
Si ringraziano: il Sindaco Marco Bottino, il Consigliere Claudio Tozzola, i cittadini Matteo Donigaglia e Alfredo Menghetti, Ebrahim El Moly per le ceramiche, Francesco Toninelli e NUB Project per il suono, Toast Project.

Lara Dâmaso (Biel/Bienne, Svizzera, 1996) lavora tra forme effimere e permanenti, utilizzando performance, suono, video, cucito, scultura, fotografia e testo. La sua pratica si concentra su un dialogo sensibile e vibratorio tra gli esseri umani e gli spazi che abitano. Esplora l’interconnessione tra il tangibile e l’intangibile, indagando la relazione tra il movimento della voce e quello dei corpi al fine di stabilire una modalità di comunicazione diretta ed emotiva. L’ascolto — inteso come stato di presenza totale — è essenziale per attivare questo dialogo. Trasformazione, pluralità del sé, dissonanza, fluidità e interdipendenza sono elementi centrali del suo processo creativo. Ha conseguito un Bachelor di Belle Arti presso la Zurich University of the Arts, in Svizzera.

Gabriele Tosi (1987) è curatore e project manager. Co-dirige Toast Project, Firenze e Megadue, Bologna. Cura programmi di residenza artistica per Fondazione Musei Senesi e Alchemilla, Bologna. Insegna all’Istituto Marangoni di Firenze. Per Una Boccata d’Arte ha curato gli interventi di Theodoulos Polyviou a Fosdinovo (2023), Villiam Miklos Andersen a Serre di Rapolano (2024) e Stella Rochetich a Pratovecchio Stia (2025).
Threes Productions è un’agenzia creativa impegnata nella sostenibilità culturale che sviluppa e promuove progetti sperimentali nel campo della musica e dell’arte. Attraverso una metodologia improntata su ricerca e innovazione, Threes Productions si è affermata come una piattaforma multidisciplinare e collaborativa, che spazia dalla progettazione e organizzazione di eventi, fino allo sviluppo di contenuti editoriali e musicali.

Palazzuolo sul Senio è un borgo medievale dell’alto Mugello, in provincia di Firenze, affacciato sul versante appenninico romagnolo. Terra di confine, custodisce un’identità costruita nei secoli attraverso scambi, passaggi e contaminazioni culturali che ancora oggi definiscono il carattere della Romagna Toscana. Il fiume Senio attraversa il paese come una linea naturale che mette in relazione stratificazioni storiche e visioni contemporanee. Dalla Biblioteca comunale trecentesca affrescata di piazza Strigelli a E50035 – aspettati l’inaspettato, galleria d’arte contemporanea ricavata da un’ex edicola e divenuta simbolo di rigenerazione urbana, il borgo intreccia memoria e progettualità condivisa. Il Palazzo dei Capitani ospita inoltre il Museo Archeologico dell’Alto Mugello e il Museo delle Genti di Montagna, custodi di un prezioso patrimonio materiale e immateriale.

