Maja Escher
Piedi caprini, capelli di polpo
a cura di Matilde Galletti
Maja Escher, submerso / percolação das águas, 2023. Tessuti tinti con cera d’api e terra della diga di Santa Clara; ceramiche, canne, bastoni di nocciolo, bastoni di eucalipto, cotone e lino, dimensioni variabili. Courtesy di Galerias Municipais Lisboa. Ph. Bruno Lopes
"Ho sviluppato una forma di archeologia speculativa usando esercizi di disegno collettivo per accedere a una memoria subconscia condivisa dell’immagine della dea. Così intendo riattivare un luogo di culto dedicato alle energie femminili e alle divinità nella cultura contemporanea."
A Cupra Marittima, affiorano le tracce di un’epoca pre-romana, resti di mura e scalinate che sembrano voler nascondere la presenza del tempio della Dea Cupra, divinità legata alla terra e all’acqua. Non si conserva neppure l’iconografia della dea, un tempo venerata dalle popolazioni locali.
L’intervento di Maja Escher si insinua in questa fessura, abitando le architetture esistenti e rivelando il mito attraverso la realizzazione di un altare domestico dedicato alla Dea. Una serie di formelle in terracotta, realizzate in un processo di archeologia speculativa attivato dall’artista insieme a bambini e anziani di Cupra Marittima, sono inserite nei muri di Borgo Marano, il paese alto: un percorso che poco alla volta disegna l’immagine della divinità, fondata sull’immaginario collettivo, e traccia la via verso il nuovo tempio. Qui, elementi visivi ispirati al luogo, dalla vegetazione locale alle attività storiche di marineria, si presentano come doni per celebrare la Dea Cupra.
Archeologia Speculativa
27 e 28 aprile 2026
Cupra Marittima (AP)
Le bambine e i bambini della Scuola Elementare e gli anziani della Casa di Riposo sono coinvolti in un laboratorio immaginativo di archeologia speculativa. L'intento dell'artista è aprire con loro un confronto ludico per provare a dare un volto e un corpo alla Dea Cupra, al fine di riconnettere i partecipanti alla storia locale e vedere dove li può spingere la loro immaginazione.
Si ringraziano: il Sindaco Alessio Piersimoni, la Consigliera Eliana Ameli, Andrea Mora, Lara Moriconi, Lucía Leirós Porto, Ariel Pinheiro, Fernando Roussado, Joana Salgueiro, Mattis Heilscher e tutti i bimbi, anziani e pescatori che hanno collaborato al progetto: Ramona Agostini, Daniele Camela, Romina Caminonni, Maria Carlini, Jhonny Acevedososa Crodoba, Ermanno Agnotti, Francesco Ameli, Esra Amzi, Serena Basili, Sofia Bejaoui, Saverio Butta,
Alice Calabrò, Sofia Centanni, Anna Ciarrocchi, Leonardo Ciarrocchi, Alexandru Coruanu, Noah De Filippo, Giulio Del Zompo, Christian De Micco, Rosanna Di Virgilio, Diego Ferraro, Marco Flamini, Ilaria Galavotti, Sonia Ben Gazhela, Alessio Hasalliu, Ejoele Hoxha, Jad Ibn Cheikh, Amedea Ionni, Davide Lanciotti, Erid Lloshi, Hassine Mabrouk, Marta Mancini, Rebecca Mancini, Antonio Matthias Manetti, Samuel Mannocchi, Lorenzo Morganti, Rita Marini, Rossana Mazza, Tiago Nolria, Margherita Novelli, Sofia Pieroni, Milena Pistolesi, Ambar Martina Flores Rodriguez, Lidia Rosetti, Gioconda Rossi, Maria Ruggeri, Mario Michele Scutti, Antonio Teodori, Irma Urbinati, Emidio Zazzetti, Amelja Xhebexhiu.

Maja Escher (Santiago do Cacém, Portugal, 1990) holds a BA and an MA in Multimedia Art from the Faculty of Fine Arts in Lisbon, including a study grant in London.
Her practice emerges from a direct relationship with territory and its materialities—stories, songs, clay, reeds, stones, ropes, pigments, and plants. Through processes of gathering, experimentation, and collaboration, she transforms these elements into installations and objects that explore the interdependence between body, land, and language. Her work brings together ecological observation, local technologies, and practices of listening and sharing, often incorporating oral knowledge, songs, and popular sayings.

Matilde Galletti è curatrice e docente di Storia dell’arte contemporanea all’Accademia di Belle Arti di Brera, Milano. Si è formata e ha collaborato con gli Archivi Gerardo Dottori di Perugia, con l’associazione a.titolo di Torino, con la rivista Titolo. Si è occupata di poesia visuale, lavorando per gli archivi di Anna Oberto a Genova e di Arrigo Lora-Totino. È ideatrice e curatrice di Karussell, progetto che promuove l’arte contemporanea nelle Marche del sud. Cura l’archivio dell’artista Mario Airò. Per Una Boccata d’Arte nelle Marche, ha curato i progetti di Caterina Morigi a San Ginesio (2024) e di Giuseppe Abate ad Altidona (2025).

Cupra Marittima, sulla Riviera delle Palme in provincia di Ascoli Piceno, è un raro esempio di centro rivierasco che conserva tracce ben distinte delle diverse epoche della sua storia. La parte moderna si sviluppa lungo la costa, il borgo medievale di Marano sorge sul colle, mentre a nord dell’attuale abitato si trovano i resti della romana Cupra Maritima. Abitato fin dal Paleolitico, fu prima un importante insediamento piceno e poi una colonia romana, di cui restano il Foro, il tempio dedicato alla Dea Cupra e una villa con terme e ninfeo. L’antico borgo fortificato di Marano conserva ancora mura, torri del XII secolo, palazzi nobiliari, chiese medievali e il Museo Archeologico del Territorio. Sulla costa si trova invece il Museo Malacologico Piceno, che raccoglie quasi un milione di esemplari e testimonianze di arte primitiva legate al mondo delle conchiglie.

