Caterina Gobbi
Raccontami di quando tornando dalla fontana
a cura di Marta Oliva
Caterina Gobbi, Dialoghi Ambientali, 2023. Performance, suono, 30 min. Courtesy dell’artista
"Andreis è un sistema dinamico di relazioni, in cui gli abitanti sono in dialogo costante con il paesaggio. L’opera segue questi intrecci e ne fa emergere la stratificazione — umana, animale e geologica — come un unico tessuto di relazioni."
Il progetto di Caterina Gobbi prende forma a partire dall’osservazione del paesaggio di Andreis, inteso come un intreccio di dimensioni naturali, geologiche e culturali. Segnato dalla faglia periadriatica e dalla presenza del centro avifaunistico, il territorio si configura come uno spazio di relazione continua tra umano e animale, attraversato da pratiche e narrazioni che ne amplificano la dimensione metamorfica. L’intervento indaga la permeabilità di questi confini, restituendo l’immagine di un paesaggio vivo e in trasformazione. Il progetto si articola in due sculture diffuse: il primo, in vetrofusione, agisce come un dispositivo ottico che filtra e stratifica la percezione del paesaggio; il secondo, realizzato in neon, restituisce alcuni versi del poeta locale Federico Pavan nello spazio della Chiesetta di San Daniele. A queste si affianca una componente sonora, sviluppata con Sara Persico, che rielabora il richiamo e il comportamento utilizzato per la comunicazione tra rapaci — trasformandolo in un gesto di cura e ascolto rivolto agli uccelli feriti del centro avifaunistico.

Caterina Gobbi (Svizzera, 1988) è un’artista e musicista sperimentale italiana che opera tra performance, suono e scultura. Nel 2018 ha conseguito un Master of Fine Arts presso il Royal College of Art di Londra e attualmente vive e lavora a Torino. Il suo lavoro, con un’attenzione rivolta all’esperienza personale, indaga le nozioni di “natura”, le prospettive femministe e il potenziale dei paesaggi sonori immersivi, esplorando la relazione tra i corpi e l’ambiente che li circonda.
Tra le sue recenti mostre e performance si segnalano SOL INVICTUS: Sounds and performances for the winter solstice in Milano, Istituto Svizzero Milano (2023); Ende Neu, KINDL, Berlino (2022); Gestus, Teatrino di Palazzo Grassi, Venezia (2022); AliveLab Ateliersi, Art City Bologna (2022); What time are you performing tonight, Chalton Gallery, Londra (2019).

Marta Oliva (1994) è una curatrice e producer culturale che opera tra musica e arti visive. La sua ricerca esplora le relazioni tra ascolto, editoria e narrazione, dando vita a sperimentazioni sonore e progetti interdisciplinari. Ha collaborato con realtà indipendenti e istituzioni, tra cui Radio Alhara, Wonder Cabinet, Università IUAV di Venezia e La Biennale di Venezia. Nel 2020 ha fondato Publishing Station piattaforma che connette creativi, etichette e pubblicazioni indipendenti. Conduce un programma su Radio Alhara ed è parte di Threes Productions. Per Una Boccata d’Arte in Friuli Venezia Giulia, ha curato i progetti di Irini Karannayoupolou a Polcenigo (2021), Riccardo Benassi a Pesariis (2022), Judith Hopf ad Aquileia (2023), Mariona Cañadas e Pedro Murúa a Paluzza (2024) e Babau a Cormons (2025).
Ad Andreis tradizione, poesia e natura abitano il paesaggio. Famoso per i Daltz, tipiche case caratterizzate da scuri ballatoi in legno, il borgo è punteggiato dai componimenti di Federico Tavan, visionario poeta del posto. Andreis si trova nel Parco Naturale delle Dolomiti Friulane che ospita anche il conosciuto centro di recupero per rapaci feriti nell’area avifaunistica e da cui hanno origine numerose escursioni e passeggiate. Poco lontano dal centro abitato, il paesaggio accoglie le specificità geologiche del territorio: la gola del torrente Susaibes traccia la linea tettonica Barcis-Staro Selo che ha determinato una serie di faglie che impediscono alla vegetazione di attecchire. Il territorio comprende la Riserva Naturale Forra del Torrente Cellina, un canyon formato da ripide rocce carbonatiche che precipitano nelle acque cristalline.

