Anouk Tschanz
Refugia
a cura di Edoardo De Cobelli
Anouk Tschanz, Blatt, 2023. Stampa alla gelatina d’argento su carta baritata, 27,3 x 40,1 cm. Courtesy dell'artista
"Cercare insetti a Cornovecchio è come andare alla ricerca di rifugi—piccole isole di vita in un mare di mais industriale."
Il costone è un pendio di terreno che separa i tipici campi agricoli della pianura Padana e che, soprattutto un tempo, si ergeva come argine ultimo delle esondazioni del fiume Adda. Tra le distese di mais che producono il cereale, questa striscia è una stretta, lunga riserva che accoglie alberi di pioppo, ontano nero e ciliegio selvatico, dove trova casa la fauna del luogo.
Nel piccolo mosaico di filari, boschetti e zone umide della costa si nasconde un mondo che l’artista Anouk Tschanz esplora con lo strumento della fotografa ma lo sguardo dell’entomologia. Scatti ravvicinati in bianco e nero colgono gli insetti che abitano questa finestra di biodiversità, dai più rari e più piccoli ai più comuni e conosciuti. Isola nel mare dei campi color terra e ocra, la costa è un’isola di vita dove la volpe scambia la casa col tasso, e le vite delle specie animali si intrecciano in pochi metri di pendio.
Si ringraziano: il Sindaco Alessandro Rossi, Francesco Cattaneo e l'Antica Trattoria della Costa.

Anouk Tschanz (Berna, Svizzera, 1994) vive e lavora a Zurigo. Ha studiato presso l’École cantonale d’art de Lausanne (ECAL) in Svizzera e all’Università delle belle arti di Berlino (UdK) dal 2017 al 2021. Il suo lavoro fotografico si muove con naturalezza tra precisione tecnica e astrazione concettuale. I suoi scatti ravvicinati si collocano sul confine tra forma e dissoluzione della forma, aprendo a letture di ciò che è rappresentato che vanno oltre la mera figurazione. Tschanz utilizza la fotografia analogica in bianco e nero e stampa le proprie immagini nel suo laboratorio. Le sue più recenti mostre personali si sono tenute presso Camera Austria a Graz (AT, 2024) e Coalmine Winterthur (CH, 2021).

Edoardo De Cobelli (Bergamo, 1992) è curatore e ricercatore presso l’Università Milano-Bicocca, dove svolge un dottorato in Patrimonio immateriale e innovazione socio-culturale. È direttore artistico di Spazio Volta, a Bergamo. Ha fatto parte del team curatoriale della Quadriennale di Roma 2020–2024 e del Premio San Fedele. La sua pratica unisce arte e rigenerazione urbana, con una particolare attenzione verso il concetto di comunità patrimoniale.
Per Una Boccata d’Arte in Lombardia, ha curato i progetti di Jacopo Benassi a Gardone Riviera (2023), Sofia Silva a Palazzo Pignano (2024), Aiko Shimotsuma a Brunate (2025).

Borgo della pianura lodigiana, Cornovecchio è segnato dal ritmo della campagna e dal rapporto profondo con il fiume Adda. Argini, campi e cascine disegnano un territorio ben definito, dove il tempo è ancora scandito dal lavoro agricolo e dal passaggio delle stagioni. Il centro storico conserva una dimensione raccolta, arricchita dalla villa nobiliare che, con la sua corte e la facciata severa, narra una storia di antico prestigio. La memoria rurale e le tradizioni locali caratterizzano la vita del paese tra il caldo umido che grava sui campi coltivati in estate e il grigio silenzio delle nebbie invernali. A Cornovecchio il passato non è nostalgia, ma una presenza concreta, visibile nei segni lasciati sul territorio nel corso del tempo, tra il mormorio delle rogge e lo scorrere dell’acqua nei canali.

