Sori (GE)

Dominique White

Residence Time

a cura di Valentina Buzzi

"In questo progetto, parto da un interesse continuativo per gli ex-voto e per l’astrazione della nave come oggetto carico di memoria, storia e cura collettiva. Questo progetto è una lettera d’amore a coloro che non fanno ritorno a terra."

Ispirata dalla tradizione degli ex-voto marinari, la ricerca di Dominique White prende avvio a Sori e si intreccia con una più ampia cultura del mare condivisa tra Francia, Italia e Grecia. Attraverso ricerche d’archivio, incontri con figure locali e visite dirette agli ex-voto conservati nel Santuario di Nostra Signora delle Grazie, l’opera rielabora forme legate a esperienze individuali, traducendole in un linguaggio contemporaneo sospeso tra memoria e trasformazione.
La scultura si configura come un ex-voto simbolico dedicato a coloro che rimangono indefinitamente in mare – richiamando il concetto scientifico di Tempo di Residenza, ovvero il tempo di permanenza biochimica e perpetua della materia nell'ecosistema marino, qui ispirato alla sua traslazione in chiave poetica nei testi di Christina Sharpe – evocando una dimensione collettiva e senza tempo che attraversa passato, presente e futuro.
Qui, l’artista esplora il mare come un ecosistema dove corpi e relitti non svaniscono, rivelando come le vite dei naviganti e delle loro imbarcazioni si intreccino indissolubilmente. L'opera si propone così come un gesto aperto verso il mare e verso le vite che lo hanno attraversato, verso un mare inteso come spazio di memoria in cui la perdita si intreccia a una possibile forma di immortalità.

Ph. Chiara Rebolino

Si ringraziano: il Comune di Sori e la sua amministrazione, la Regione Liguria, la Pro Loco di Sori, l’azienda Olcese-Ricci, Aldo Pezzana - Priore dell'Oratorio di Sant'Erasmo e curatore dei Quaderni di storia di Sori, Farida Simonetti - storica dell’arte ed esperta di Ex-Voto, Don Nicola Improda - parroco di Sori, Patrizia Rebora, Paolo Stagno, l’Associazione Amici del Mare e i volontari del Museo Marinaro di Camogli. Si ringraziano inoltre l’Architetto Alessandro Giaconia e i fabbri Giorgio e Luca Pellizzaro per l’aiuto nella realizzazione dell’opera e del suo progetto. Il contributo e la collaborazione di ciascuno sono stati fondamentali per la buona riuscita dell’iniziativa.

Artista
Dominique White

Dominique White (Regno Unito, 1993) intreccia teorie legate alla Black Subjectivity, all’afro-pessimismo e all’idrarchia dal basso (concetto legato allo smantellamento o alla sovversione della capacità degli individui di conquistare nuove terre via mare), insieme a miti nautici particolarmente rilevanti per la Diaspora Nera. White ridefinisce il termine “Shipwreck(ed)” [naufragio/naufrago] come un verbo riflessivo e uno stato dell’essere per incarnarne, tramite il suo lavoro, l’abolizione. Le sue sculture, o “fari”, evocano mondi marini che profetizzano l’affermazione degli individui apolidi nella società contemporanea: “un futuro [Nero] che, pur non essendosi ancora materializzato, deve arrivare”(Campt 2017 in Yussof 2018). Si è formata alla Goldsmiths University di Londra, e tra le mostre più rilevanti si segnalano All Great Powers Collapse from the Centre, Kunsthalle Basel (CH, 2026); Deadweight, Whitechapel Gallery (UK, 2024) e Dominique White and Alberta Whittle: Sargasso Sea, ICA Philadelphia (US, 2024).

Curatrice
Valentina Buzzi

Valentina Buzzi è una curatrice, critica e ricercatrice attiva tra Europa e Asia. La sua pratica curatoriale esplora approcci interdisciplinari all’arte contemporanea, con un focus su scienza, patrimonio culturale e politiche culturali. È stata direttrice artistica del primo Padiglione Italia alla Gwangju Biennale (2023) e ha curato la mostra collaterale di Lee Bae alla 60ima Biennale di Venezia. È co-curatrice della programmazione di arte contemporanea del Korean Cultural Center di Parigi per il 140° anniversario delle relazioni Francia–Corea. È curatorial researcher presso la Park Seo-Bo Foundation, editor indipendente per SKIRA e contributor di Art Asia Pacific.

Borgo
Sori (GE)

Sori è un borgo marinaro del Golfo Paradiso, a est di Genova. Il suo territorio si estende dal mare fino al Monte Becco, offrendo una notevole varietà di ambienti naturali. Le prime testimonianze documentarie risalgono al 1143 e attestano la sua fondazione in quell’epoca. Nei secoli successivi Sori si sviluppa grazie ai traffici commerciali e alla tradizione marinara, pur subendo, come molti paesi della costa, saccheggi e attacchi da parte dei pirati. Nel santuario locale sono conservati numerosi ex voto tra XVII e XIX secolo, insieme alla Madonna delle Grazie, detta Madonna Nera, a cui la tradizione attribuisce diversi miracoli, tra cui la protezione dagli assalti dei corsari. Il nome del borgo deriva da “luogo solatio”, cioè luogo soleggiato e pieno di luce, una definizione che ancora oggi si riflette nel suo clima mite e nella sua atmosfera luminosa. È soprattutto d’estate che Sori si anima, quando il ritmo del paese si intreccia con la vita del mare.