Dominique White
Residence Time
a cura di Valentina Buzzi
Dominique White, To the Hunted, May You Continue To Be Their Worst Nightmare II, III, V, 2022. Ghisa, ferro forgiato, sisal, argilla caolinica, vele nulle, rafia, dimensioni variabili.
Courtesy di VEDA e dell'artista. Ph Tom Carter
"Questo progetto nasce da un interesse continuativo per gli ex voto e per la nave, intesa astrattamente come oggetto carico di memoria, storia e cura comunitaria.
Quest’opera è una lettera d’amore a chi non torna a terra."
Ispirata dalla tradizione degli ex-voto marinari, la ricerca di Dominique White prende avvio a Sori e nei paesi circostanti, intrecciandosi con una più ampia cultura del mare condivisa tra Francia, Italia e Grecia. Attraverso ricerche d’archivio, incontri con figure locali e visite dirette agli ex-voto conservati nel Santuario di Nostra Signora delle Grazie, l’opera rielabora forme legate a esperienze individuali, traducendole in un linguaggio contemporaneo sospeso tra memoria e trasformazione.
La scultura si configura come un ex-voto simbolico dedicato a coloro che rimangono indefinitamente in mare, evocando una dimensione collettiva e senza tempo che attraversa passato, presente e futuro. Si propone così come un gesto aperto verso il mare e verso le vite che lo hanno attraversato. In questo senso, il lavoro si lega anche a una riflessione sul ciclo vitale del mare, inteso come spazio di trasformazione e memoria e dove la perdita si intreccia a una possibile forma di immortalità.
Si ringraziano: il Comune di Sori e l’amministrazione comunale, Regione Liguria, Pro Loco di Sori, l’azienda Olcese-Ricci, Aldo Pezzana in qualità di Priore dell'Oratorio di Sant'Erasmo e curatore dei Quaderni di storia di Sori, Don Nicola Improda, Patrizia Rebora, Paolo Stagno, l’Associazione Amici del Mare e i volontari del Museo Marinaro di Camogli. Si ringraziano inoltre l’Architetto Alessandro Giaconia e i fabbri Giorgio e Luca Pellizzaro per l’aiuto nella realizzazione dell’opera e del suo progetto.

Dominique White (Regno Unito, 1993) intreccia teorie legate alla Black Subjectivity, all’afro-pessimismo e all’idrarchia dal basso (concetto legato allo smantellamento o alla sovversione della capacità degli individui di conquistare nuove terre via mare), insieme a miti nautici particolarmente rilevanti per la Diaspora Nera. White ridefinisce il termine “Shipwreck(ed)” [naufragio/naufrago] come un verbo riflessivo e uno stato dell’essere per incarnarne, tramite il suo lavoro, l’abolizione. Le sue sculture, o “fari”, evocano mondi marini che profetizzano l’affermazione degli individui apolidi nella società contemporanea: “un futuro [Nero] che, pur non essendosi ancora materializzato, deve arrivare”(Campt 2017 in Yussof 2018). Si è formata alla Goldsmiths University di Londra, e tra le mostre più rilevanti si segnalano All Great Powers Collapse from the Centre, Kunsthalle Basel (CH, 2026); Deadweight, Whitechapel Gallery (UK, 2024) e Dominique White and Alberta Whittle: Sargasso Sea, ICA Philadelphia (US, 2024).

Valentina Buzzi è una curatrice, critica e ricercatrice attiva tra Europa e Asia. La sua pratica curatoriale esplora approcci interdisciplinari all’arte contemporanea, con un focus su scienza, patrimonio culturale e politiche culturali. È stata direttrice artistica del primo Padiglione Italia alla Gwangju Biennale (2023) e ha curato la mostra collaterale di Lee Bae alla 60ima Biennale di Venezia. È co-curatrice della programmazione di arte contemporanea del Korean Cultural Center di Parigi per il 140° anniversario delle relazioni Francia–Corea. È curatorial researcher presso la Park Seo-Bo Foundation, editor indipendente per SKIRA e contributor di Art Asia Pacific.
Sori è un borgo marinaro del Golfo Paradiso, a est di Genova. Il suo territorio si estende dal mare fino al Monte Becco, offrendo una notevole varietà di ambienti naturali. Le prime testimonianze documentarie risalgono al 1143 e attestano la sua fondazione in quell’epoca. Nei secoli successivi Sori si sviluppa grazie ai traffici commerciali e alla tradizione marinara, pur subendo, come molti paesi della costa, saccheggi e attacchi da parte dei pirati. Nel santuario locale sono conservati numerosi ex voto tra XVII e XIX secolo, insieme alla Madonna delle Grazie, detta Madonna Nera, a cui la tradizione attribuisce diversi miracoli, tra cui la protezione dagli assalti dei corsari. Il nome del borgo deriva da “luogo solatio”, cioè luogo soleggiato e pieno di luce, una definizione che ancora oggi si riflette nel suo clima mite e nella sua atmosfera luminosa. È soprattutto d’estate che Sori si anima, quando il ritmo del paese si intreccia con la vita del mare.

