Marta Spagnoli
Felicia Munera
a cura di
Veronica Siciliani Fendi e Cecilia Pecorelli
Ronciglione (VT), Lazio
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Documentazioni fotografiche, illustrazioni scientifiche, rappresentazioni di tradizioni poetiche antiche, classiche e contemporanee sono le informazioni visive che Marta Spagnoli (Verona, 1994) utilizza per esplorare il potenziale di strutture, relazioni e significati. I suoi principali campi di interesse sono le forme organiche, animali e vegetali, e l’uomo nella sua dimensione mitica. L’idra, gli amori fluttuanti, i satiri, i cavalli, i felini, i viandanti e le serpi che popolano i dipinti di dell’artista sono sospesi o intrecciati come ritrovamenti emersi progressivamente dalla nostra memoria.

"FELICIA MUNERA" SONO LE BELLEZZE DI CUI È STATA DOTATA RONCIGLIONE DALLA SORTE, MA MUNUS SIGNIFICA ANCHE IMPEGNO, INCARICO, OPERA. VOGLIO RIVELARE LUOGHI COME IL CAMPANILE, LA CHIESA E L’ELEMENTO METALLICO DEL FERRO, COME DELLE RESTITUZIONI, DEI DONI PER CHI VI ENTRA IN CONTATTO E LI RILEVA COME TALI, CON LA STESSA GIOIA DI UNA SCOPERTA ARCHEOLOGIA. LE SEI TELE EVOCANO L’ESPERIENZA DI VIAGGIO, LA FORTE PERCEZIONE DELLE LACUNE E DELLE ASSENZE ALLE QUALI DARE VALORE

Marta Spagnoli interviene nel borgo di Ronciglione creando una serie di tele di grandi dimensioni che rivestono le pareti interne del campanile muto di Sant’Andrea. La sua tavolozza per queste opere site-specific è composta di soli pigmenti derivanti dal ferro, elemento caratteristico del borgo, e dall’immancabile colore che caratterizza i suoi dipinti: il bianco. In questi dipinti, gli interventi eseguiti con il bianco tentano di coprire le tracce di un tempo trascorso e ancora in divenire. Durante l’inaugurazione, davanti al campanile, Marta Spagnoli dà vita, attraverso una performance, a un disegno effimero a cielo aperto. L’artista disegna con la polvere di ferro il perimetro della chiesa scomparsa di Sant’Andrea, riportando le persone a un tempo passato, a una memoria collettiva pronta a svanire al primo soffio di vento. La particolare storia del borgo di Ronciglione – con le sue chiese sconsacrate, le cartiere ormai abbandonate, le ferriere e le attività siderurgiche oggi in disuso – ha suscitato grande interesse nell’artista, il cui intervento mira ad approfondire la storia che si cela dietro l’arte, l’architettura e le costruzioni del paese.

UNA SERIE DI TELE DI GRANDI DIMENSIONI RIVESTONO LE PARETI INTERNE DEL CAMPANILE MUTO DI SANT’ANDREA, LA CUI TAVOLOZZA È COMPOSTA DI SOLI PIGMENTI DERIVANTI DAL FERRO, ELEMENTO CARATTERISTICO DEL BORGO, E DALL’IMMANCABILE COLORE CHE CARATTERIZZA I SUOI DIPINTI: IL BIANCO

Ronciglione (VT)
Lazio

Il borgo di Ronciglione, cuore medievale della città, sorge sul massiccio tondeggiante di una caratteristica rupe tufacea. Il borgo costituisce l’antico abitato della città e si articola in due zone, entrambe ricche di monumenti.
Nel borgo di sopra è possibile ammirare il Castello della Rovere, detto “I Torrioni”, eretto nel Medioevo dai Prefetti di Vico a guardia dell’unico accesso naturale alla città. Nel borgo di sotto è situata Santa Maria della Provvidenza e la Casa Museo della Venerabile Mariangela Virgili.

Si ringraziano Mario Mengoni, Massimo Chiodi, Direttore della Biblioteca Comunale Dott.ssa Tiziana Ceccarelli, Presidente della Biblioteca Architetto Giovanna Saracino, Giulio Di Gropello, Arch. Dezi, Addetto stampa del Comune Cristina Casini, gli allestitori di Art Store srl e Artiamo srl, i fotografi Domenico Mancini, Nobili Fernando, Sergio Ortenzi, ed infine un ringraziamento speciale ad Anna Fendi proprietaria della Canonica e a tutto lo staff.