Serena Vestrucci
Abbronzatissimi Pallidissimi
a cura di
Giulia Pollicita
Cetara (SA), Campania
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Serena Vestrucci è nata a Milano nel 1986 dove vive e lavora. Impregnate di una sottile ironia verso la contemporaneità, le sue opere sondano l'ovvietà delle piccole cose dando voce a ciò che spesso è nascosto, dimenticato o messo in secondo piano. Attraverso un linguaggio giocoso, ma diretto e provocatorio, l'artista eleva l'ambiguità a elemento fondante per una comprensione più accurata della realtà. Ha esposto il proprio lavoro in mostre personali presso numerose istituzioni italiane tra cui: Galleria Renata Fabbri, Milano; Galleria FuoriCampo, Siena; Galleria d’Arte Moderna, Verona; Museo Archeologico Salinas, Palermo; Marsèlleria Permanent Exhibition, Milano; Museo d’Arte Contemporanea Villa Croce, Genova. Tra le mostre collettive: Palazzo Merulana, Roma; Palazzo Grillo, Genova; Museo MAXXI, Roma; Fondazione Stefan Gierowski, Varsavia; Istituto Italiano di Cultura, New York; Istituto Italiano di Cultura, Londra; Palazzo Reale, Milano; Blitz, Valletta, Malta; Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino; Galleria d’Arte Moderna, Milano; Fondazione Made in Cloister, Napoli; Fondazione Imago Mundi, Treviso; Fondazione Pastificio Cerere, Roma; Fondazione Bevilacqua La Masa, Venezia; FRISE Künstlerhaus, Amburgo; Casa Masaccio, San Giovanni Valdarno; Stedelijk Museum, ‘S–Hertogenbosch. Nel 2017 vince la 18° edizione del Premio Cairo e viene selezionata dal Comune di Milano per la realizzazione di un’opera permanente nell'ambito della commissione di arte pubblica ArtLine Milano.

I PUPAZZI DI NEVE SONO COME LE NUVOLE, COME LE ONDE: NE CONOSCIAMO LA FORMA, MA OGNUNO È DIVERSO, NON SI RIPETONO MAI. SONO UNICI E AL TEMPO STESSO UNIVERSALI

In psicanalisi, “perturbante” è tutto ciò che si presenta come estraneo e non familiare al soggetto, generando angoscia e terrore. Ma non sempre una perturbazione – cioè la modificazione di una condizione di quiete, di normalità, di ordine – ha necessariamente conseguenze dannose o pericolose.
Il progetto Abbronzatissimi Pallidissimi di Serena Vestrucci incontra la vita quotidiana di Cetara, la sua tradizione e i suoi abitanti innescando una “perturbazione atmosferica” che porta la neve al mare.
I pupazzi di neve protagonisti del lavoro provengono da lontano, sono stranieri al contesto. La loro presenza ci invita a riflettere sul valore dell’accoglienza e dell’ospitalità verso forme estranee e diverse, sul passare del tempo e il senso dell’effimero: un’opera che dura un’estate, come il turismo che inonda il borgo e poi evapora.
Abbronzatissimi sono tre pupazzi di neve realizzati con sale marino, luccicanti sotto il sole di Piazza Grotta. Il sale richiama il processo con cui viene ricavata la colatura di alici per cui Cetara è rinomata in tutto il mondo: una volta pescate e ripulite, le alici sono lasciate sotto sale per anni. Il titolo Abbronzatissimi allude ironicamente al biancore delle sculture e all’impossibilità per la neve di abbronzarsi, perché ciò presupporrebbe il suo scioglimento, la sua fine.
Pallidissimi sono cinque ritratti di pupazzi di neve diffusi tra i negozi di Cetara. I loro visi sono dipinti con il succo dei limoni che costellano la Costiera Amalfitana e incorniciano il paese. Assorbito dalla carta, il succo sparisce lasciando i volti così chiari da essere invisibili. I disegni potrebbero essere rivelati passando una fiamma vicino al retro dei fogli. In questo modo la traccia del succo riapparirebbe. Ma nel ciclo dei lavori in mostra questo passaggio non è stato svelato: non resta nulla del loro pallore se non le bocche di sasso, gli occhi di pigna e i nasi di carota.



Opere esposte:


01. Serena Vestrucci, Abbronzatissimi, 2023. Tre sculture in sale, resina e materiali naturali, tre mesi, 170 x 70 x 50 cm; 130 x 60 x 50 cm; 150 x 90 x 80 cm.
Piazza Grotta, Cetara

02. Serena Vestrucci, Pallidissimo, 2023. Succo di limone e collage su carta, un mese, 45 x 35 cm.
Ristorante La Cianciola, Piazza Cantone, 13, Cetara

03. Serena Vestrucci, Pallidissimo, 2023. Succo di limone e collage su carta, un mese, 45 x 35 cm.
Bar Miramare, Corso Garibaldi, 49, Cetara

04. Serena Vestrucci, Pallidissimo, 2023. Succo di limone e collage su carta, un mese, 45 x 35 cm.
Ristorante Acquapazza Cetara, Corso Garibaldi, 36, Cetara

05. Serena Vestrucci, Pallidissimo, 2023. Succo di limone e collage su carta, un mese, 45 x 35 cm.
Macelleria Mammato, Corso Garibaldi, 1, Cetara

06. Serena Vestrucci, Pallidissimo, 2023. Succo di limone e collage su carta, un mese, 45 x 35 cm.
Frutta & Verdura, Corso Federici, 11, Cetara

L'ARTISTA INNESCA UNA ‘PERTURBAZIONE ATMOSFERICA’ CHE PORTA LA NEVE AL MARE: I PUPAZZI DI NEVE PROTAGONISTI DELL’INTERVENTO SONO ESTRANEI AL CONTESTO E LA LORO PRESENZA INVITA A RIFLETTERE SUL VALORE DELL’ACCOGLIENZA E DELL’OSPITALITÀ

Cetara (SA)
Campania

Cetara è un borgo marinaro di meno di 2.000 abitanti circondato dalle montagne, che le conferiscono una caratteristica conformazione ad anfiteatro. Il borgo richiama visitatori in cerca di arte, natura ed eccellenze gastronomiche ed è noto per il suo profondo legame con il mare. Ancora oggi si pesca con la tecnica del “cianciolo” grazie alle celebri lampare, una pratica che trova massimo acume nella lavorazione delle alici, prodotto principe di Cetara, la cui colatura è riconosciuta dal marchio D.O.P. Una delle più antiche tradizioni è ‘La Notte delle Lampare’ che rievoca la battuta di pesca con le lampade montate sulle barche per attrarre i pesci. Lungo la costa sorge la Torre Vicereale di età angioina del XIV secolo, divenuta simbolo e “sentinella” del paese. Più volte rimaneggiata, nel 2011 è stata riaperta al pubblico e ospita il Museo Civico con mostre permanenti di artisti locali, i cosiddetti ‘costaioli’, nonché il Museo Vivo dell’artista cetarese Ugo Marano e il Museo Cantina della pesca e della Colatura di alici.

Si ringrazia: Comune di Cetara, il Sindaco Fortunato Dalla Monica, Lucia Di Crescenzo, Cinzia Forcellino, Daniele Luigi D’Elia, Francesco Pappalardo, Fonderia Nolana, Klaus Mussen, Francesco Maluta e Dafne Maluta, Maurizio Morra Greco, Sergio Pollicita, Annalaura Capodicasa, Giosuè Di Marino, Galleria Renata Fabbri, Milano.