Bekhbaatar Enkthur
Zuult
a cura di
Giovanni Giacomo Paolin
Borgo Valbelluna (BL), Veneto
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La prima ispirazione per Zuult nasce da una storia della tradizione mongola. Una mandria, in fuga dalla siccità, si allontana dalla sua terra d’origine e si insedia in una zona più rigogliosa. Nessuno, però, sembra curarsi della popolazione che la abita: uno stormo di oche, che attacca violentemente la mandria. Solo una cavalla bianca, che ha dimostrato saggezza e rispetto, si salva col suo puledro: insieme tornano alla terra d’origine. La storia insegna quanto sia importante il rispetto verso gli altri e quanto ognuno di noi appartenga indissolubilmente alla terra che l’ha generato. Come omaggio alla figura del cavallo, durante una residenza organizzata presso il borgo, l’artista realizza con l’argilla non cotta diverse sculture equine dalla livrea grigia, in scala quasi reale, destinate a scomparire e a tornare a fare parte del ciclo naturale del terreno. Idealmente Zuult si pone l’obiettivo di saldare l’unione di tre nuclei cittadini aggregati da circa un anno e mezzo a formare il comune di Borgo Valbelluna: Lentiai, Mel e Trichiana. Il posizionamento delle sculture, infatti, è diffuso nel territorio ed è stato deciso durante il periodo di residenza attraverso una sua profonda esplorazione.

IL VENTO DELL’ AUTUNNO SOFFIA SEMPRE DA DIETRO, PORTANDO I RICORDI DI IERI, SCIOGLIENDOSI NEL PENSIERO PER IL DOMANI

Bekhbaatar Enkthur (Ulaanbaatar, 1994) ha indagato lo spazio tramite il suono, aspetto fondamentale della sua ricerca insieme all’elemento naturale. Quest’ultimo è cardine dell’opera realizzata nel 2019 durante la mostra La pratica quotidiana presso l’Oratorio di San Sebastiano a Forlì, dove l’artista ha deciso di unire l’argilla, un materiale inorganico, a delle foglie, un materiale organico, per realizzare i sette Cervi nello spazio dell’Oratorio.

"ZUULT" È UN OMAGGIO ALLA FIGURA DEL CAVALLO. L’ARTISTA REALIZZA CON L’ARGILLA CRUDA DIVERSE SCULTURE EQUINE DALLA LIVREA GRIGIA, IN SCALA QUASI REALE, DESTINATE A SCOMPARIRE E A TORNARE A FARE PARTE DEL CICLO NATURALE DEL TERRENO

Borgo Valbelluna (BL)
Veneto

Il borgo di Mel si erge su un colle al centro della Valbelluna; in lontananza si riconoscono i maestosi profili delle Dolomiti, mentre dal crinale delle Prealpi la veduta arriva fino alla laguna di Venezia. Mel deriva dal latino gemellae, e potrebbe riferirsi ai “castelli gemelli” di Zumelle e Castelvint. Zumelle è il sito fortificato medievale meglio conservato della Valbelluna, aperto al pubblico e visitabile. Quello di Castelvint è scomparso, ma ha lasciato importanti tracce della sua esistenza: una patera d’argento, databile al VI secolo, e una tomba di un nobile longobardo con preziosi oggetti di corredo. Per conoscere la storia più antica è possibile visitare il Museo Civico che conserva i corredi tombali provenienti dalla necropoli paleoveneta e i primi risultati delle indagini sull’abitato preromano e romano. I palazzi nobiliari che impreziosiscono il centro storico sono testimonianza dei quattro secoli di dominio della Repubblica di Venezia, primo tra tutti il palazzo cinquecentesco della Magnifica Comunità, oggi sede del Municipio, con il suo salone affrescato con episodi dell’Orlando Furioso.

Si ringraziano Stefano Cesa, Monica Frapporti, Simone Deola, Piero Bassanello, Verusca Piazzesi.