Diego Miguel Mirabella
Il buffone
a cura di
Michele Tiberio
Agnone (IS), Molise
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Diego Miguel Mirabella (Enna, 1988) vive e lavora a Roma dove ha frequentato l’Accademia di Belle Arti. In molti progetti si avvale dell’immaginario, degli usi e della cultura di altri artisti o artigiani, allo scopo di indagare il confine di comunicazione e di scambio tra sé stesso e “l’altro”, creando lavori che scaturiscono da questo conflitto.
Ha partecipato a numerose mostre collettive e personali, in Italia e all'estero. Le recenti includono: Frammenti da Lontano, Galleria Mazzoli, Modena (IT, 2023); Scoprivamo il sole, Museum of Turkish and Islamic art, Istanbul (TR, 2022); Italics, Monopoli (IT, 2022); Coppe di stelle nel cerchio del sole, Palazzo Abatellis, Palermo (IT, 2022); Materia Nova, Galleria d'Arte Moderna, Roma (IT, 2021); One clover and a bee and revery, Moonens Foundation, Bruxelles (BE, 2021); Decorato decoroso distratto, Studio Sales di Norberto Ruggeri, Roma (IT, 2021); Il castone e la barota, Studio Sales di Norberto Ruggeri, Roma (2019); Défragmentation, 1,61 Space, Bruxelles (BE, 2019); Art Truc Troc, Bozar, Bruxelles (BE, 2018). Nel 2016 ha co-fondato a Londra l'artist-run space Limone e nel 2021 è stato tra i vincitori di Cantica21, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura italiano.

NEL PENSARE IL PROGETTO HO CONSIDERAZIONI CONTRASTANTI, ALLE VOLTE LA VEDO COME ABBONDANZA DI DECORO: SINTOMO DI UN SEDUCENTE DECLINO; ALTRE INVECE COME LA PELLE DI UN SAGGIO NOMADE E I SEGNI DI UNA VITA SIGNIFICATIVA. QUEST'INCERTEZZA, INSIEME AD ALTRE, MI FA SORGERE IL DESIDERIO - E PERCHÉ NO? - DI ABBRACCIARLO

Il buffone si è fermato ad Agnone, dopo lungo ed estenuante peregrinare, ha deciso di riposare le sue radici nella piazza del paese. Il buffone è un cantastorie, un rapsodo viandante che si sposta di luogo in luogo narrando le sue avventure e disgrazie, mescolando realtà, finzione, passato, presente e futuro. È naturale domandarsi come sia potuto, un personaggio così vivace e mobile, diventare una statua, un albero di bronzo ricoperto di decori, immobile in malinconica attesa e riposo.
Il merito e la colpa sono di Diego Miguel Mirabella, uno scrittore visivo che intreccia poesia e scultura e porta avanti una ricerca sui linguaggi del decoro in diverse culture e luoghi del mondo.
Mirabella ha lavorato ad Agnone, qui dove le montagne fanno da cornice e i boschi si estendono a perdita d’occhio, si è confrontato con millenarie tradizioni artigiane, che hanno resistito al tempo e sono diventate cultura e anima di questi luoghi.
Ha incontrato gli artigiani della Pontificia Fonderia Marinelli, i custodi della tradizione: dall’anno 1040 la fonderia realizza le campane dei Papi, simbolo di potere e comunità, ma anche raffinatissimi strumenti musicali, che parlano con il loro suono, la loro presenza e le decorazioni che le ricoprono.
Il buffone non è in carne ed ossa, è della stessa materia delle campane millenarie: Mirabella ha creato un albero di bronzo composto da rami di rosa, di quercia e di faggio, ricoperto interamente con i decori della Fonderia Marinelli; ogni elemento racconta delle storie, rimanda a culture italiche, arabe, medievali, normanne, attraversano il tempo e lo spazio, fino ad arrivare ai giorni nostri. Il buffone non è stato, come Dafne, punito per la sua audacia e trasformato in albero, Il buffone è un malinconico viandante, a riposo, prima di riprendere il suo viaggio.

Opera esposta:

Diego Miguel Mirabella, Il buffone, 2023, bronzo, 90 x 90 x 250 cm circa.
Piazza XX Settembre 10, Agnone.

L'ARTISTA HA REALIZZATO UNA SCULTURA IN BRONZO INTITOLATA "IL BUFFONE": UN MALINCONICO CANTASTORIE, UN ALBERO RICOPERTO CON I DECORI DELLA PONTIFICIA FONDERIA MARINELLI CHE DAL 1040 REALIZZA LE CAMPANE PER I PAPI

Agnone (IS)
Molise

Agnone è caratterizzato da una storia millenaria e da un’antica attività artigianale, come la lavorazione dei metalli, tra cui oro, bronzo, ferro e rame. Quest’arte si è diffusa nell’XI secolo con l’arrivo di artigiani veneti che ad Agnone hanno fondato il quartiere veneziano con botteghe e sculture leonine sulle facciate dei palazzi. Un tempo numerose, oggi resta solo la Pontificia Fonderia Marinelli che vanta mille anni di storia, è la più antica fonderia italiana e fra le più antiche del mondo, specializzata per tradizione nella realizzazione delle campane. È ancora fiorente l’artigianato del Rame di cui esistono vestigia di archeologia industriale come le Antiche Fonderie che traevano energia sostenibile dal fiume vicino. Altra nota tradizione era la lavorazione del legno, in particolare dell’intaglio, e ogni in chiesa si trovano preziose statue e altari lignei dorati. Agnone era Città Regia per la sua importanza e, oltre ad essere caratterizzata da ben 22 chiese, conserva splendide architetture, palazzi nobiliari e antichi conventi.
Il paese è situato lungo un sinuoso crinale, tra colline coltivate ed alte montagne incontaminate con pascoli di altura che rendono eccezionale la produzione casearia, affiancata da un’antica tradizione dolciaria.
La “Ndocciata” di origine pagana, è la storica e suggestiva festa del fuoco che si tiene due volte all’anno, a dicembre, e divenuta d’importanza nazionale. Migliaia di torce d’abete allestite in modi deversi e portate da uomini, sfilano lungo il paese per celebrare il solstizio d’inverno.

Si ringrazia: Gianluca Anselmi, Beatrice Bulla, Ginevra Collini, il Vicesindaco Giovanni Amedeo Di Nucci, la famiglia Marinelli, Franco Marcovecchio, Domenico Meo, Vittorio Patriarca, Augusto Peluso, il Sindaco Daniele Saia, Danilo Tocci.