Claudia Losi
Whalebone arch
a cura di
Annapaola Presta
Presicce-Acquarica (LE), Puglia
Condividi

Il lavoro di Claudia Losi (Piacenza, 1971) si concentra sull’osservazione dell’ambiente, naturale e antropizzato: l’attenzione alle scienze naturali e umanistiche è un riferimento costante. Attenta agli aspetti storici e antropologici dell’ambiente in cui viviamo, l’artista è interessata a esplorare il concetto di narrazione attraverso l’arte e la scrittura, creando talvolta nuove e temporanee comunità di interazione umana e di condivisione di immaginari.

"WHALEBONE ARCH" È IL CAPITOLO FINALE DI UN RACCONTO CHE TESSO DA QUASI VENT’ANNI, UNA ‘SOGLIA’ FORMATA DA DUE ‘MASCELLE DI BALENOTTERA’ DI TERRA ROSSA SBIANCATA CHE VIAGGERÀ FINO AL FINISTERRAE D’ITALIA, IL SALENTO.

Whalebone Arch è una scultura monumentale che riproduce verosimilmente due mascelle di balenottera comune, realizzate interamente in terra dell'Impruneta. L'opera è il risultato del progetto ventennale Balena Project, nato da Claudia Losi nei primi anni 2000, in cui è riuscita a costruire un esemplare di balenottera di circa 24 metri, interamente in tessuto. Da questo momento, l'opera ha viaggiato senza sosta, mutando la sua forma e intessendo una narrazione che nel tempo ha raccolto contaminazioni simboliche, testimonianze storiche e emotività collettive e personali. Durante un atto performativo l'artista ha inciso la scultura con delle figure antropomorfe, segni per attestare e consegnare al tempo ciò che ha visto, pensato, creduto. Whalebone Arch parte, dunque, da una riflessione che si fonda su una mobilità reale e immaginaria in cui le mascelle, come emerse dalle sabbie toscane, proseguono tra i calanchi romagnoli fino a scendere tra i sedimenti pugliesi. Terra che incontra terre.

LA PRODUZIONE DELL’OLIO LAMPANTE, OLIO D’OLIVA PRODOTTO PER SECOLI DAI FRANTOI IPOGEI DEL BORGO DI PRESICCE, CHE HA ALIMENTATO PER DECENNI L’ILLUMINAZIONE PUBBLICA E PRIVATA DI CAPITALI LONTANE, DI PARIGI O DI LONDRA. STESSO DESTINO PER L’OLIO DI BALENA. IL VENTRE DELLE GRANDI PIETRE SOTTERRANEE, AZIONATE DA ANIMALI E UOMINI, E IL VENTRE DEI GRANDI MAMMIFERI ACQUATICI CHE HANNO ILLUMINATO STRADE, CREATO RICCHEZZA, MOSSO DOLORE E LAVORO

Presicce-Acquarica (LE)
Puglia

Il borgo di Presicce rappresenta un unicum all’interno del territorio salentino grazie ai suoi 23 frantoi ipogei dislocati in gran parte tra gli antichi vicoli e la centrale Piazza del Popolo.
L’aura suggestiva che caratterizza i vicoli, le piazzette e le case a corte, gli importanti palazzi gentilizi e borghesi, le chiese e le cappelle, i frantoi ipogei di via Gramsci e Piazza del Popolo permette di riscoprire atmosfere d’altri tempi, quando la semplicità e la concretezza dello spirito contadino convivevano con la nobiltà e la borghesia terriera che, a partire dalla seconda metà del Cinquecento, decise di investire i propri patrimoni in questo borgo. La tradizionale civiltà contadina è rappresentata dal Museo ubicato all’interno di Palazzo Ducale, e fornisce importanti testimonianze della cultura locale con particolare riguardo all’aspetto della quotidianità, del lavoro agricolo e dei “mestieri”.

Si ringraziano Claudio Sergi, Associazione Ramdom (Referente di progetto per la Puglia), Rocco Colella (Referente per il borgo Presicce-Acquarica), Domenico Licchelli, Franco Miccinesi, Michele Napoli, Daniela Palma, Marco Ulivieri (Allestimenti), Luca Vanni, in collaborazione con Tuscany Art, Poggibonsi, prodotte da Fondazione Museo della Ceramica di Montelupo Fiorentino e Comune di Scandicci, Museo Carlo Zauli, Faenza.